Google dichiara guerra ai siti spazzatura

Google ha iniziato a sperimentare il suo nuovo algoritmo di ricerca solo negli Stati Uniti, anche se promette di estenderne l'applicazione in tutto il mondo molto presto. L'obiettivo del famosissimo motore di ricerca è di offrire una navigazione di maggiore qualità ai propri utenti, riducendo il ranking delle "Fabbriche di informazioni". Molti siti invadono letteralmente la rete con testi scritti da redattori SEO, che non offrono nessuna informazione utile, ma pubblicano articoli ed informazioni solo allo scopo di salire nel ranking dei motori di ricerca.

Il sogno di tutti i SEO ed i professionisti del web è proprio di conoscere i calcoli di Google per riuscire a raggiungere gli utenti di tutto il mondo e diventare leader della comunicazione via internet. Infatti il famosissimo motore di ricerca è classificato al primo posto del ranking Alexa in Italia e al numero 33 nel mondo. Sono stati fatti nel passato molti tentativi per decifrare le equazioni di Google, ma nessuno ha mai ottenuto validi risultati. Quindi tutti i professionisti di internet si sono affidati a ricerche empiriche, condotte sull'analisi congiunta di più siti, per cercare di capire quali forme di promozione danno i migliori frutti.

La redazione di testi, che non forniscono nessuna informazione all'utente, ma servono solo a far salire il sito nel ranking Google, sono stati garanzia di successo per molti siti al top delle classifiche di ricerca. Molto spesso le esigenze dell'algoritmo non coindevano con le necessità di conoscenza delle persone e i lavoratori delle "content farm" erano costretti a scrivere testi senza senso, che però servivano ad accrescere il ranking del sito. "How to donate a auto in Dallas,TX" è un esempio dello scempio perpetrato da questi siti. Nella pagina, che non linko, per non far guadagnare loro traffico, si descrivono in modo molto particolareggiato le fasi da mettere in atto per regalare una macchina a Dallas, partendo dalla necessaria pulizia iniziale. Testi assurdi come questi nascono dalla necessità di combinare tra di loro parole chiave, mentre il contenuto e l'informazione passano in secondo piano.

Google ha deciso di rendere più "umano" il proprio algoritmo, perché il suo ranking da oggi terrà conto delle opinioni dei navigatori, attraverso l'estensione per Chrome Blocklist. Eppure il sito eHow, che ha redatto il testo già menzionato, non ha subito alcun calo, anzi ha registrato un aumento del ranking del 16%, mentre Springerlink, un network che raccoglie articoli accademici, è colato a picco (- 88%). Non tutte le ciambelle riescono con il buco.

Adesso la guerra è dichiarata, come risponderanno i siti spazzatura?

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