Tutte le maschere di Carnevale: l'Italia vista a Carnevale

Tutte le maschere di Carnevale: l'Italia vista a Carnevale Galleria

La storia delle maschere di Carnevale italiane, si sa, è una storia antica, che fonde le sue origini con le origini della cultura occidentale e mondiale. Oggi esistono maschere e costumi di Carnevale di tutti i tipi, che si rifanno a personaggi più o meno meno moderni. Soprattutto le maschere inseguono sempre più le mode del momento: perchè tutte le bimbe sognano di poter essere principesse, almeno per un giorno, e tutti i bimbi vogliono poter dire di essere un supereroe.

Le maschere di Carnevale tradizionali, invece, sono sempre le stesse da millenni. Si tratta di maschere indossate sul viso, di diversi materiali e tipicamente collegate ad un singolo personaggio. Nel tempo si sono caratterizzate e cristallizzate in un carattere, in un tipo, in un personaggio, appunto: Arlecchino, Brighella, Pantalone, Pulcinella e compagnia sono in realtà, come tutti sanno, vecchi personaggi della commedia dell'arte, quella che spopolava come gli odierni varietà nelle pubbliche piazze pre-goldoniane.


Oggi è raro vedere queste maschere per le strade del nostro Carnevale. Arlecchino è forse una delle maschere di Carnevale tradizionali che più resistono e che continuano a circolare con la loro allegra fantasia multicolor.

La leggenda vuole che l'abito di Arlecchino sia tanto colorato perchè il giovane servo non aveva i soldi necessari per comprare della stoffa nuova, e per questo raccoglie pezzi di stoffa e li cuce insieme creando la sua classica immagine, quella a cui da secoli siamo abituati.

In realtà, Arlecchino non nasce come Arlecchino: il suo vero nome era Truffaldino, era un servitore bergamasco e aveva fondamentalmente le stesse caratteristiche e lo stesso carattere del suo “successore” multicolor.

La maschera di Arlecchino, o una delle maschere di Carnevale tradizionali, sono una buona alternativa a quelle più moderne. Perchè? Bè, se a Carnevale lo scopo è distinguersi, non c'è niente di più facile che distinguersi con l'inusuale, il fuori moda, il diverso. Anche se non so se si possa dare del “fuori moda” ad Arlecchino. Non penso me lo perdonerebbe.

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